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La Biodanza di Rolando Toro Araneda

Biodanza: una pedagogia sociale per riscattare il bello della vita

“Il rispetto è un diritto di tutti. Biodanza: una pedagogia sociale per riscattare il bello della vita.”

Il 28 aprile 2016, in Casa dei Diritti, Milano si è svolto il convegno Il rispetto è un diritto di tutti. Biodanza: una pedagogia sociale per riscattare il bello della vita.

Come dice il sottotitolo questo evento è stato voluto per  riflettere sul Sistema Biodanza e le sue diverse applicazioni in ambito istituzionale e nelle scuole.  Clicca qui per vedere il  programma

Dopo i saluti delle autorità, Salvatore Mirante ha introdotto il tema descrivendo la correlazione tra Diritto al rispetto, la Casa dei Diritti, la Costituzione e l’esperienza della affettività in Biodanza. Clicca qui per vedere le slide presentate.

Simona Torresin ed Eliane Matuk portano l’esperienza di BIODANZA nell’ambito della Comunità Psicoergoterapica ‘La Costa’ della Cooperativa Sociale Arca di Como sita a Fino Mornasco e iniziata nell’ottobre 2011 per donne (comprese alcune madri con i loro bambini) con problematiche di dipendenza tra cui quelle da sostanze psicoattive e/o alcool.

Il rispetto di sé e degli altri è fondamentale per il percorso di crescita necessario al reinserimento nel normale contesto sociale. L’attività della Comunità è scandita in cinque fasi e nella seconda trova spazio l’intervento di Biodanza parallelamente alle psicoterapie di gruppo, individuali, familiari ed alle attività occupazionali in comunità.  Clicca qui per vedere le slides presentate

 

Marcelo Mur  dopo aver richiamato le varie forme che assume il rispetto nei confronti dell’altro e delle differenze individuali, spiega come la Biodanza agisca per lo sviluppo delle potenzialità umane e come sia una proposta educativa per apprendere a vivere e a convivere attraverso lo sviluppo di capacità essenziali per la vita delle persone con disagio mentale e con disabilità motorie con attenzione anche alle loro corrette relazioni con gli altri ed il mondo che le circonda. Clicca qui per vedere: slide 1: introduzioneslide 2: disagio mentaleslide 3: disabilità.

 

Marilena Boffo ci parla delle sue lunghe e diversificate esperienze con diverse forme di fragilità. Ha sempre avuto in mente di trovare una risposta alla domanda : “come si può favorire lo sbocciare della gioia nei contesti in cui la fragilità si esprime con più evidenza?”. Tutte le esperienze di cui ci ha parlato dimostrano che una vera Comunità di sostegno pedagogico è costituita da presenze umane, non necessariamente professionali, capaci di ascolto, vicinanza umana e solidarietà, nelle quali le diverse forme di fragilità possano trovare la speranza di essere accolte. Con Borgna definisce questo approccio un ‘impegno etico’. Clicca qui per leggere la relazione

 

Mariella Bellanova ci ricorda che il prezioso contributo del Sistema Biodanza, che affonda le proprie radici nel Paradigma Biocentrico, è quello di riscattare le basi originarie della vita, ovvero di ristabilire i nuclei arcaici di vincolo affettivo, le fondamenta portanti del nostro sistema emotivo, il “luogo” in cui si radica la coscienza etica come espressione della profonda connessione con la vita, che naturalmente ci porta ad assumere un comportamento relazionale volto a tutelarla in tutte le sue forme ed espressioni. A suo avviso questa è la più urgente missione del nostro tempo, una vera e propria sfida che riguarda anzitutto gli operatori di Biodanza chiamati a trasformare innanzitutto la propria esistenza per poter mettere solide basi per l’inaugurazione di una nuova civiltà.  Clicca qui per leggere la relazione.

 

Carla Toffanello espone le basi teoriche e le motivazioni metodologiche che hanno indirizzato l’intervento di formazione per le Assistenti Sociali del Comune di Milano che ha visto coinvolti circa 100 operatori.

Precisa che con questo intervento di Biodanza gli operatori hanno sperimentato: l’empatia, il feed-back, l’etica di accompagnare, il rispetto, il Riconoscimento e il rispetto del gruppo, il Rinforzo del proprio ruolo nel gruppo, della propria autostima e determinazione. Queste occasioni hanno rinforzato così la capacità di seguire attentamente l’altro inteso come collega di lavoro e come utente. Clicca qui per leggere la relazione.

Donatella Panni ci ricorda il pensiero dell’ideatore della Biodanza sul tema fondamentale della educazione per cui si tratta di proporre “un nuovo modo di pensare l’Educazione, nel quale, senza abbandonare le componenti cognitive dell’insegnamento tradizionale, si orientino i programmi verso una metodologia che integri il corpo e la mente, l’intelligenza e l’affettività, l’apprendimento e l’allegria di vivere.”

Introduce, quindi, le relazioni a seguire sugli interventi avvenuti nelle scuole milanesi grazie al progetto

“ Biodanza: laboratorio movimento e musica” attuato nell’anno scolastico 2013-2014 dal Comune di Milano nell’ambito delle “Iniziative Educative”, rivolte ai bambini e ai ragazzi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Clicca qui per leggere la relazione.

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