Pages Navigation Menu

La Biodanza di Rolando Toro Araneda

Il giorno della lotta antimanicomiale in Brasile – di Stefano Fontana

Locandina 1  -lotta antimanicomiale
Locandina del giorno nazionale della lotta antimanicomiale 2020

18 maggio è il giorno della lotta antimanicomiale in Brasile

Il 18 Maggio, a Belo Horizonte, è un giorno importante per chi sa che la diversità è una risorsa per il genere umano. È il giorno di commemorazione della lotta antimanicomiale, in cui si riversano per le strade della città tutti i piccoli e colorati pezzi che formano il mosaico murale, in cui arte e politica diventano uno. È  il movimento antimanicomiale che al grido di “manicomio mai più” si incontra mostrando le sue conquiste di libertà.

Il vento nella testa

Un movimento, un fiume che è sceso dalle rocce impervie e dolorose dell’ospedale psichiatrico in cui “tienilo fermo che almeno gli diamo una bella scarica”, era norma. E in cui la chiusura verso tutte quelle forme di diversità erano ammassate nell’interpretazione negativa della “follia”, trasformando tristemente “l’avere il vento nella testa” in una colpa grave , una malattia, e finalmente confinando la “sragione” nel recinto della ragione, annichilendola.

Elogio alla “sragione”

Un movimento nato alla fine degli anni 80 in Brasile che si batte per i diritti delle persone con sofferenza mentale e che rivendica alla “sragione” un suo spazio autonomo all’interno dell’umanità. Il movimento ha proposto nuove possibilità di trattamento in salute mentale, in cui il concetto di cura in libertà ha dato vita a un sistema sperimentale di servizi territoriali sostitutivi al manicomio.

Manicomio nunca mais

Il 18 di Maggio si celebra. Si manifesta la resistenza alla clausura del manicomio e si reclama-declama a voce alta la libertà del matto, mostrando e mostrandosi per le vie della città al grido manicomio nunca mais, rivendicando così un posto alla “sragione” nell’umanità.

Il 18 di maggio a Belo Horizonte è una grande festa. Un carnevale fuori posto. Un grande concerto orchestrale,  che a partire da Gennaio, viene costruito con ordinata e disorganizzata attenzione. Ogni strumento viene concepito, inventato e creato nelle botteghe degli artigiani e dei liutai, per poi passare nelle mani dei musicisti, che comporranno la musica da suonare tutti assieme.

Ogni pezzo del mosaico va così creandosi per arrivare presto al 18 di Maggio e posarsi al fianco di un altro, formando un’opera di rara bellezza estetica e di potente manifestazione politica. D’altronde si può ben comprendere come arte e messaggio politico condensati in un unico graffito possano rendere il muro, che li accoglie senza replica, ineccepibile o come dice mia figlia “wonderful”.

Carnevale fuori posto

Locandina giorno nazionale lotta antimanicomiale 2020

L’anno scorso erano in 200000.  Due anni fa eravamo in 15000 insieme alle quattordici in Praça da liberdade per sfilare fino alla Praça da estação. Cinque km di corteo, un drago di cinque kilometri che dispiega le sue ali. Ogni ala del corteo è – e non ha – un tema inerente ai diritti umani. Si canta, si balla, si manifesta. Matti, famigliari dei matti, amici dei matti, operatori della rete di salute mentale, intellettuali, vagabondi, poeti, e tutte quelle categorie, bistrattate dal mondo, insieme per una giusta causa. Ricordo il gigantesco cavallo azzurro costruito dal centro di convivenza S. Paulo in onore e in ricordo dell’impresa basagliana a Trieste. Lo ricordo sfilare orgoglioso della sua “azzurritudine”.

Quest’anno, 2020, nuovo anno zero, in cui le prerogative e soprattutto le aspirazioni pratiche su cui poggiano gli sforzi degli anti-manicomiali sembrano cadere. La convivenza non è possibile, la distanza sociale è plausibile, quella fisica è negata. I centri di convivenza sono chiusi. Questi luoghi (dispositivi) della rete pubblica di salute mentale non possono funzionare. Qui, attraverso l’arte convissuta la “sragione” può circolare allegramente, ma non si può certo rischiare, dice il saggio.

Poesia e whatsapp

Maira (operatrice dell’atelier di poesia) decide di non chiudere l’attività. Ogni lunedì manda messaggi whatsapp in cui propone l’attività poetica della settimana. Il luogo fisico diventa virtuale ma pian piano prende vita, e le poesie vengono scambiate e ascoltate al telefono. Primo esercizio “delirar è verdade?”

Così ogni Lunedì mi trovo a scrivere un testo che so che sarà accolto nel volto telefonico dell’altro…

“Sai Stefano” – mi racconta Maira – “all’inizio è stato difficile. Gli usuari avevano difficoltà poiché non si incontravano come collettivo poetico nel luogo della poesia, dove lo sguardo accompagnava il gesto artistico, ma dovevano ritagliarsi spazi nella loro quotidianità famigliare, a volte difficile. Poi pian piano hanno integrato l’attività, costruendosi spazi solitari dove poetizzare sapendo che lo sguardo dell’altro si sarebbe spostato nel gesto di portarsi il cellulare all’orecchio e ascoltare cosa l’altro aveva inventato. E così è stato. La convivenza è stata salvata”

Il 18 maggio “non si può fare”

Il 18 di maggio si avvicina, che fare?

Lo skateboard organizzativo partito a inizio anno bruscamente e inaspettatamente deve  fermarsi.

L’evento non si può fare. Quest’anno il 18 di maggio non ci sarà. Sfilare non sarà possibile.

Ma cos’è la follia se non (anche) questa capacità di togliersi i pantaloni ed avere sotto una gonna. E viceversa. Fino ad arrivare alle gambe nude  (sempre che pantaloni e gonna siano indossati dalla vita in giù). Colorate di verde e di blu. Con poesie scritte con il pennarello d’oro nella nuova lingua con cui Davi (matto del centro di convivenza Arthur Bispo do Rosario) scriveva lunghe e lunghe lettere al mondo e a se stesso.

Non si può fare! Recita il ritornello dei ben pensanti.

Locandina giorno nazionale della lotta antimanicomiale 2020

Lunedì 11 Maggio ricevo un messaggio da Maira: “Stefano, abbiamo avuto un’idea, recuperiamo foto significative, le trasformiamo integrandole con frasi legate alla lotta manicomiale e a questo periodo di Coronavirus. Queste immagini circoleranno sulle varie piattaforme legate al dia da luta antimanicomial e saranno i lambe lambe dei muri virtuali dell’evento”

L’organizzazione tutta è ripartita. Ognuno nel suo sa benissimo cosa fare e che quelle gambe nude colorate camminano anche senza muoversi rimanendo a due palmi dal suolo.

Ognuno pubblica, manifesta il suo messaggio racconta la sua folle storia la sua resistenza, il suo volo.

Io “poesia poesia poesiaaa”

Nella settimana prima viene attivata  l’applicazione “manifestapp” la possibilità di partecipare virtualmente alla manifestazione. Ognuno ha a disposizione un piccolo omino rosso stilizzato (avatar) a cui dare uno slogan per poi posizionarlo nella mappa del luogo in cui l’evento avrebbe dovuto avvenire, Praça da Liberdade. Io “poesia poesia poesiaaa” mi metto in mezzo tra “fora bolsonaro” e “manicomio nunca mais”… più in là ci sono “doidão” e “delirar sim, mentir não”. Siamo in 300 e oggi è il 13 maggio. L’avatar va spostato entro le 24 ore se no scompare. Ogni giorno apro l’applicazione e sposto il mio piccolo me  vicino a nuovi compagni. La cosa mi fa sorridere con serietà. Il 18 siamo più di 1000.

Il 12 Maggio viene divulgata sul grande gruppo whatsapp del 18 di maggio il samba simbolo di quest’anno

Il samba mutilato

Solitamente ognuno dei 9 centri di convivenza compone all’interno dell’officina di musica un samba originale (parole e musica) che concorre per essere la colonna sonora del 18 di maggio di quell’anno. Stesso procedimento per il simbolo e per lo slogan (nell’officina di pittura e di poesia) che saranno impressi su ogni tipo di messaggio visuale. Quest’anno questo non avviene, il samba è mutilato dal suo percorso auto-creativo.

Lo compongono alcuni musicisti della rete di salute mentale ed assume un tono più politico del solito più razionale. Ma va bene dai…i matti chissà dove stanno in sto periodo?

l’Encontrão

Ci si avvicina al denominato Encontrão, previsto per le 14 (orario di Brasilia)

Il momento è arrivato. Lunedì 18 di Maggio. Sono le 13.30 e nel grande gruppo whatsapp vengono distribuiti i link per entrare nell’incontrone che avverrà sulla piattaforma “googlemeet”. Ci si presenta all’incontro ognuno con un cartello con il suo messaggio (le indicazioni erano state precise): si dice qualcosa e si canta “insieme” il samba  dell’anno.  Tutto qui!! Si TUTTO qui.

Anche in questa situazione, la logica (quella del percorso ) che permette alla follia di circolare allegramente, prevale: è il movimento folle della mano che lascia la traccia sul quadro, che permette alla soggettività di esistere; nella traccia rimane solamente il ricordo visibile di quel movimento, importa meno, o meglio è secondario.  

È così che la rete sostitutiva di salute mentale di Belo Horizonte e tutto il movimento antimanicomiale manifesta la sua resistenza al manicomio nell’assurdo 2020.

25 Maggio. Adesso. Guardo il telefono mentre cerco di mettere a posto questo piccolo resoconto per tracciarlo, un messaggio di Maira: “eiii Stefi, allora l’esercizio di poesia di questa settimana è…tutto scorre, deve scorrere per continuare ad esistere fuori dalle sbarre”.

Bio

Stefano Fontana è un antropologo, docente di Sociologia della salute all’United Campus of Malta UCM. Sta facendo una ricerca di dottorato all’Università di Milano-Bicocca sulla salute mentale a Belo Horizonte ed è membro del Laboratorio de Investigación Biocentrica – LIB.

Share

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Share