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La Biodanza di Rolando Toro Araneda

Da un non-luogo virtuale, nasce LIB – di Sandra Valentini

Ieri il primo incontro virtuale di LIB, Laboratorio de Investigación Biocentrica, ideato da due figli di Rolando Toro, Viviana e Rodrigo. Eravamo più di 80 felici e curiosi di questa nuova avventura nell’ambito di Biodanza. Presentarsi mi ha commosso, anche perché mi ha riportato a quando gli incontri internazionali di Biodanza erano dal ‘vivo’ ed era un rito energizzante dire nome e paese d’origine. E allora eccomi, Italia e poi Brasile, Cile, Svizzera, Spagna, Slovenia, Messico, Canarie, Stati Uniti. “Rolando parlava un unico idioma, il ‘rolandese’ un misto di spagnolo, italiano, portoghese e si faceva capire da tutti” esordisce Rodrigo, in effetti qualche problema di traduzione c’è stato anche perché non abbiamo imparato il ‘rolandese’. E ancora il pensiero corre al passato, Rolando non parlava, dipingeva, pennellate colorate di gruppi di parole con la stessa vibrazione della musica.

La linea rossa della presenza

Ma come e perché nasce un laboratorio di ricerca proprio in questo momento? L’idea è sorta dalla conferenza “10 Relatori per 10 Sfide Contemporanee” del 19 aprile, in seguito alle domande e richieste tecniche e di conforto degli insegnanti di Biodanza, soprattutto quelli che avevano già passato ‘la linea rossa della presenza qui ed ora’ e portato la Biodanza nel virtuale. I gruppi attivi spostati nel ‘virtual non-luogo’ sono molti, dobbiamo prendere atto che il cambiamento è già avvenuto e allora, – cosa fare – quali esercizi –  si può chiamare Biodanza? – La preoccupazione, sicuramente la mia, è come agire nel virtuale senza smembrare e cambiare valenze a un sistema che ha come fulcro il sentire del corpo ‘live’; il toccare e lasciarsi toccare da una carezza, da uno sguardo, da un incontro e poi, e se il virtuale diventasse un’abitudine, un altro modo ‘just in case…’?

Domande, domande e dubbi e speranze

“Biodanza in Emergenza è possibile rimanendo coerenti? Cambierà dopo la pandemia? La risposta non si prospetta immediata né semplice, ma Biodanza ci ha abituati alla complessità. LIB tenterà di tirare le fila di un evento in cui gli attori in campo hanno già una loro complessità a cui si aggiunge il fatto che gli eventi sono ‘in itinere’ quindi l’osservazione e la raccolta di informazioni si attuano in un campo che è in divenire.

Rimanere aperti

Bisognerà rimanere aperti e anche se non d’accordo e assumere l’atteggiamento dell’investigatore che raccoglie dati dal campo, senza giudicare. LIB sarà un lungo viaggio di investigazione, ricerca e approfondimento della conoscenza del paradigma (teorie e pratiche per una nuova visione del mondo) di Rolando Toro nei suoi aspetti conosciuti fin qui e in quelli nuovi che stiamo già vivendo, sarà un momento di scambio collettivo e, affinché i 4 incontri LIB che ci si prospettano davanti, non rimangano solo un momento importantissimo di condivisione, ma diventino un’occasione di riflessione, studio e ricerca, è necessario fornirsi di strumenti appropriati d’investigazione che assicura l’antropologa Viviana Toro sono assolutamente avvincenti e non difficili, ma si sa gli appassionati vedono tutto facile.

Esposti alla vulnerabilità

Già il postulato getta in campo aperto “Il ricercatore è esposto alla vulnerabilità perché permeabile alla comprensione del mondo, è disponibile ad accettare di sbagliarsi e al cambiamento. Non parte da un pensiero o concetto precostituito, ma dall’incontro con la realtà e osserva ciò che accade”.

Fenomenologia e corpo

Il metodo quindi è fenomenologico e risponde a domande epistemologiche – che cosa studiare – come – perché. Nel nostro caso ‘il corpo’ è necessariamente implicato. Il corpo, entrato di recente nel campo delle scienze umane, è “naturalmente trasgressivo, si rifiuta di sottostare a epistemologie che traffichino con il dualismo” (Viviana Toro citando Nancy Sheper-Hugues). Il metodo si basa sull’osservazione senza pre-concetti (diciamo che ci vuole un cervello poco ammobiliato) e sposta l’attenzione della ricerca sul sentire e sull’espressività dell’essere umano, sulla sua narrazione.

Stabilire un metodo di ricerca LIB

Gli strumenti di tale metodo d’indagine sono una sfilza di domande da definire, tipo come – perché –  quando. Tra le più gettonate: È conoscibile? Cosa/come/perché esiste? Infine la domanda più attuale che punta anche al cuore del motivo per cui siamo qui alla LIB: in questo momento di emergenza cosa vogliamo ricercare tra vincolo affettivo col gruppo ed esigenze lavorative?  

I contributi da parte degli insegnanti, tra un’emozione e l’altra, sono stati tantissimi. Molti ancora verranno nei prossimi appuntamenti, ma il LIB già dai suoi primi passi si rivela di un interesse straordinario e di una potenzialità enorme. Non fosse altro perché ci fa pensare più in profondità e non fermarci agli effetti più superficiali dell’osservazione. Andare oltre le apparenze di noi e dei nostri allievi, possibili risorse di ricerca ma anche potenziali cavie. Se la Biodanza fallisse nell’eterno e primigenio intento di umanizzare l’umanizzabile, cari colleghi avremo fallito tutti.

Laboratorio di Indagine Biocentrica
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