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La Biodanza di Rolando Toro Araneda

Progetto “Scritti Autobiografici in quarantena” con Sandra Valentini

“Tutti abbiamo qualcosa da dire passando per il mondo. Nel canto, nelle parole, nei sorrisi. Nonostante le difficoltà tutti abbiamo qualcosa da dire passando per il mondo”. Rolando Toro

Carissimi tutti,

siamo di fronte all’incertezza, alla paura del durante e del dopo, alla rabbia, al dolore, al reinventare il nostro agire e non solo quello quotidiano. Questo momento non è certo facile, ci vede costretti a rinunciare alle nostre libertà personali, alla distanza sociale e al contatto che per noi di Biodanza è un aspetto essenziale ma questo momento può dare anche delle opportunità.

Sono didatta Scuolatoro dal 2005 e mi sono formata come biografa presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari dal 2014. A me scrivere ha fatto bene e sta facendo benissimo allora, perché non estenderlo alla mia tribù di Biodanza Scuolatoro? Un’altra ragione è che sono profondamente convinta che noi non siamo parte della storia, noi, siamo la storia quella che troppo spesso rimane senza voce. Quindi scrivere e pubblicare un libro finale (poi vi aggiornerò sulle modalità) delle nostre narrazioni mi è sembrata la cosa più sensata da fare. L’idea del laboratorio virtuale su Zoom “Scritti autobiografici in quarantena” vuole essere un momento corale di scrittura e condivisione dei propri scritti. E’ un’esperienza, questa online, inedita anche per me. Scrivere insieme nello stesso momento è un piccolo gesto ma molto potente. Saremo ognuno nelle proprie case, ma proiettati in uno spazio che ci vede uniti in un ‘fare’ e ‘scambiare’ senza giudizio né interpretazione, un non-luogo in cui ritrovarci, raccontarci e condividere il nostro vissuto interiore attraverso le parole scritte cosi che nell’espressione possiamo trovare la capacità di accettare e reinventare il qui ed ora e il nostro futuro. E non sentirci soli.

Ci incontreremo su Zoom che Scuolatoro metterà a disposizione tutti i giovedì alle 20,30. Ma il progetto, sia per chi frequenterà il laboratorio sia per chi non lo farà e scriverà da casa, è più ampio e si articola in tre fasi:

  1. scrivere durante il laboratorio per chi coglierà l’occasione o a casa da soli
  2. raccolta delle scritture che gli scrittori e le scrittrici sceglieranno di inviarmi (dettagli e date ve li fornirò più avanti)
  3. pubblicazione di un libro con le scritture raccolte che verrà consegnato alla biblioteca di Scuolatoro e all’Archivio Nazionale del Diario di Pieve Santo Stefano (MI) che ad oggi raccoglie più di 8.000 testi esclusivamente autobiografici, consultabili da tutti

Cosa fare ora fino a data da stabilirsi? 

Prendere un quaderno, una penna o matita e scrivere il più possibile. Alla fine della quarantena e del laboratorio avrete tempo di rielaborare i testi prima di inviarmeli (più avanti vi dirò il termine per gli invii che sarà comunque prima dell’estate).

Cosa scrivere?

Possiamo scrivere una sola parola, a volte è più efficace di un intero paragrafo; una lettera a qualcuno o qualcosa; una pagina di diario, per chi lo scrive o chi si metterà a farlo; tutto quello che sentiamo purché venga da se stessi. La scrittura autobiografica è no fiction per intenderci non si tratta di scrivere una storia di invenzione, ma la propria storia nella verità che ci è possibile. Il tipo di scrittura che vengo a proporvi, come la vivencia non è ‘come se’ e nemmeno è ricerca stilistica, è un atto autenticamente nostro che ha urgenza di manifestarsi. Ogni cancellatura, esitazione, tremolio, ripensamento, rappresentano le nostre emozioni che parlano e rendono il nostro scritto ‘vivo’.

FINALITÀ E OBBIETTIVI

  • Usare la scrittura per esprimersi, essere ascoltati e ricordati e non tenere tutto dentro. Il vantaggio dello ‘scrivere’ è che tutti lo possiamo fare quando e dove vogliamo
  • Aprirsi al dialogo interiore. Parlare di sé e con sé
  • Superare il sentimento di isolamento e solitudine
  • Ricostruire, rileggendo le nostre parole sul foglio, il proprio mondo e il quotidiano che inevitabilmente sta cambiando. Nel rileggere e condividere le proprie parole si possono riannodare i fili della nostra esistenza
  • Per avere cura di sé, delle proprie emozioni, per elaborare e dare un senso e forma a ciò che proviamo
  • Per creare un luogo protetto, nostro, ove fortificarsi e affrontare la paura e trovare la fiducia
  • Scrivere insieme, anche se in luoghi e momenti diversi, ci farà sentire parte dell’umanità, uguali anche nelle avversità
  • Fare della vivencia quotidiana la nostra storia personale scritta, da donare a sé e agli altri come incontri, sguardi, carezze

POSSIBILI SPUNTI DI RIFLESSIONE PER LA SCRITTURA

  • I cambiamenti dei comportamenti relazionali con le persone e le cose che il pericolo del contagio
    comporta: con parenti, amici, amanti, mariti/mogli – gestione del tempo libero (tempo vuoto’) – modi di passare il tempo (cosa facciamo – qualcosa è un riempitivo? – proprio con quella velocità?
    È una fretta necessaria?) – mancanze – bisogni. Tutto è di interesse: emozioni, preoccupazioni,
    riflessioni, sul come reinventare gli atti quotidiani.
  • Il valore della vita fisico, biologico, psicologico e sociale in un momento epocale mai attraversato prima dall’umanità. Vissuti e scelte tra vulnerabilità e potenza nelle pratiche quotidiane
    (mascherine, guanti, giusta distanza, disinfettare…)
  • Libertà di movimento (cosa vuol dire essere costretti a stare a casa, a rinunciare a passeggiare?
    Muoverci in uno spazio ristretto? Vedere un panorama ristretto? Rinunciare all’esplosione della primavera che ci avvolge e sospinge?)
  • Contatto fisico (abbracci, carezze, darsi la mano per salutarsi, sfiorarsi al supermercato)
  • Gli amanti e l’amore al tempo del contagio (vicinanza e lontananza, fare l’amore, baciarsi)
  • Sospensioni dei rituali: nascite, funerali, celebrazioni, ritrovi.
    Quali nuovi modi per celebrare la vita e la morte?
  • Esplorazione del rapporto con la paura e la fragilità: contattare i nostri limiti, entrare in rapporto con la morte, in una società che la nega; scoprire gli intrecci con la vita che comunque e ovunque è sempre presente
  • La possibile modifica del proprio punto di vista sull’emergenza attuale, trasformandola in occasione: contatto con la propria resilienza da esportare in altre situazioni con il valore della speranza e del credere nel futuro (ci crediamo?)
  • La speranza che questi cambiamenti siano il via a comportamenti virtuosi nella comunità umana, il senso di appartenenza, la responsabilità e la cura verso se stessi, l’altro e l’ambiente (natura e spazi condivisi)
  • Altre suggestioni, riflessioni che abbiano attinenza col tema del laboratorio: scrivere in tempo di quarantena

Il Covid 19 ci ha fermati, ma non ha fermato il desiderio di comunicare le nostre storie, la nostra narrazione di questo tempo di cambiamento e di incertezza che ci spinge a reinventarci e a entrare in un contatto più intimo con se stessi.

“La storia siamo noi” cantava De Gregori, mi aspetto le vostre.

Amiche e amici di penna….AVANTI TUTTA!


Per informazioni più dettagliate potete contattarmi
Sandra Valentini
sandra.scritturaautobiografica@gmail.com

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2 Comments

  1. Ciao Sandra Sono Francesco Mastropietro, Questa è una bellissima iniziativa. Io vivo a Bari sono riuscito a Titolarmi in Biodanza, nel 2012. Ci sono..
    Cell. 3420052838

  2. Ciao Sandra ci siamo conosciute nei seminari su Estensione in Biodanza con i bambini con Monica Turco a Bologna alcuni anni fa.
    E’ molto interessante la tua proposta e già la applico da tantissimo tempo nel mio percorso di vita e nell’attività di Counseling esistenziale che conduco.
    E in questo periodo particolare la scrittura è stata ancora più importante per me e le persone che chiedono confronto, condivisione e sostegno.
    Sono interessata a partecipare a questo Progetto. Grazie!

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