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La Biodanza di Rolando Toro Araneda

#ventirighescuolatoro – Barbara Dal Monte

Guardo in alto e lo vedo lì che mi guarda con gli occhi amorevoli di un padre

Barbara Dal Monte

Nel gennaio 2009 dopo alcune sedute di massaggio psicosomatico, la terapeuta mi disse: “Barbara devi imparare ad amarti per come sei tu veramente!”.

Quella frase, detta così come un fulmine in ciel sereno, scaturì uno scoppio di pianto improvviso e inspiegabile! “Barbara, credo che la Biodanza potrebbe aiutarti, ne hai mai sentito parlare”? Era un mondo a me assolutamente sconosciuto, non avevo la minima idea di cosa fosse, non l’avevo neanche mai sentita nominare, io praticavo arti marziali non cose “da donne”!!! Ero incuriosita e lei mi disse: “Non ti spiego niente, vieni martedì sera con me e lo scoprirai”!

E così solo la curiosità mi portò ad una serata di un gruppo avanzato a un’ora da casa mia.
Non capivo cos’era ma iniziai a sentire tra le mani qualcosa che mi apparteneva, era per me qualcosa di sconosciuto! A distanza di tempo capii che cominciavo a tenere tra le mani la mia vita, ed era tutta mia!

Ovviamente tutto questo nei primi mesi era incomprensibile, il gruppo mi faceva paura, respirare mi faceva paura, aprire le braccia mi faceva paura, entrare in mezzo al cerchio e dire “io sono Barbara” mi faceva paura!

Dopo cinque mesi di settimanale lontano da casa, sembrava che tutto intorno a me accadesse con lo scopo di farmi smettere di fare biodanza… e la voglia di smettere era tanta perché tutto era faticoso, tutto era difficile e tutto nella mia vita era in discussione! Fu così che una tirocinante del gruppo mi disse “sei solo un po’ stanca, perché non frequenti il gruppo vicino a casa tua, l’insegnante è molto brava e ti darà tutta l’affettività e l’incoraggiamento di cui hai bisogno adesso”!

E cosi contro ogni mio schema andai avanti, affrontando un nuovo gruppo, riguardando in faccia tutte le mie difficoltà e tutte le mie paranoie!
Dalla prima serata con il nuovo gruppo tutto fu considerato un nuovo inizio!

Dopo circa un anno riuscii a fare un segmentario petto-braccia senza piangere e senza arrabbiarmi, anzi il pianto ci fu, ma era un pianto liberatorio perché finalmente mi ero data il permesso di respirare e vivere!

Il 17 e 18 marzo del 2012 ho partecipato a Trieste al mio primo seminario di formazione in biodanza “Definizione e Modello Teorico di Biodanza” come uditrice! Rimasi uditrice fino alla domenica sera, quando salutai tutti credendo di non rivedere più quelle persone con cui avevo condiviso quel fine settimana!

Ma quando rientrai in casa con il mio trolley e la mia famiglia mi chiese come era andata, dalla mia bocca uscirono queste parole: “Voglio fare la scuola…sento che è questa la mia strada”!

Io non ho mai incontrato Rolando Toro, però ci sono momenti, in alcune vivencie, che guardo in alto e lo vedo lì che mi guarda con gli occhi amorevoli di un padre, il quale ha dato una grande opportunità al proprio figlio…e il figlio l’ha accolta!

Da quando ho iniziato a praticare Biodanza ho smesso di sentirmi semplicemente un numero nell’universo, il pensiero di essere venuta al mondo perché anche io posso rendere il mondo migliore si è radicato in me.

Guardare negli occhi le persone senza paura, camminare a testa alta, respirare liberamente e vivere con passione ogni istante della vita ha portato grandi cambiamenti intorno a me e nonostante le difficoltà ora so che tutto è in continuo cambiamento ma l’importante è vivere il momento qui e ora!


PRESENTAZIONE AIPOB A TRIESTE
presentazione-AIPOB-a-trieste

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