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La Biodanza di Rolando Toro Araneda

#ventirighescuolatoro – Mima Vitali Palumbo

Grazie a Rolando non mi sento più strana se sussurro all’universo

Mima Vitali Palumbo
mima-vitali-palumbo-rolando-toroFin dal primo incontro con Rolando il mio quotidiano, progressivamente, è andato trasformandosi, pian piano, passo dopo passo, danza dopo danza.

La Biodanza mi piaceva parecchio, tanto che da subito divenni partecipante regolarissima del mio corso settimanale che si teneva ogni mercoledì, a Locarno. Col tempo, nacque in me il desiderio di incontrare la persona che aveva creato questo Sistema straordinario, che mi permetteva sentirmi a casa, di essere più uguale a me stessa ma allo stesso tempo di percepire gli altri, attorno a me, come i miei simili. Con la Biodanza mi sentivo sempre “giusta”, sempre al mio posto, sempre accettata e desiderosa di accettare gli altri.

Il mito precedeva la persona: ero molto incuriosita, allo stesso tempo ero ben in chiaro che non andavo in cerca di “maestri”. E quando incontrai Rolando per la prima volta, fui molto felice di avere davanti a me un uomo dall’apparenza molto comune, tanto comune che l’avevo definito un “anti guru”. Un uomo che andava dicendo “noi tutti dovremmo imparare il linguaggio scientifico, il linguaggio del potere, per permettere che la Biodanza entri nelle istituzioni”, e ridendo di gran gusto aggiungeva: “loro non lo sanno, ma noi siamo dei folli che vogliamo cambiare il mondo scambiandoci abbracci e baci”. Avevo davanti l’uomo che voleva realizzare questo sogno e la cosa strana e che ciò aveva un grande eco dentro di me, mi risuonava.

Ho avuto il privilegio d’assaporare le sue parole per tanti anni. Ogni sua parola era rapportata alla vita, alla genialità della vita, alla straordinarietà, al tremendamente bello, all’accesso al meraviglioso, al tanto bello da essere inenarrabile ma poi, lui ci diceva, che ci sono sempre le parole per descrivere l’indescrivibile, che dobbiamo solo “osare”. Attraverso i suoi insegnamenti ho imparato a guardare all’essere umano come al più prezioso, al quotidiano come al magico, alla fragilità come alla più grande delle forze. Grazie a Rolando non mi sento più strana se sussurro all’universo.

Con tanto amore.

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